Lo Champagne incontra la bottega storica di Elio Cazzaniga

In un universo culinario che si approccia sempre di più a una cucina fusion, sinonimo di innovazione e incontro, a Canonica d’Adda nella bottega storica Cazzaniga Elio Quando la carne è DOC, si sono date appuntamento due importanti tradizioni: quella della bolla francese, lo Champagne, e l’arte salumiera bergamasca.
In una location stupenda, le gelide temperature della serata invernale sono state riscaldate dagli Champagne e dai modi gioviali di Philippe Brun, tutto adeguatamente abbinato a carni, salumi e formaggi d’eccellenza.
 
Prima che gli animi si scaldassero ho avuto la possibilità e la fortuna di intervistare Philippe Brun, produttore di Champagne, amante della buona cucina e di uno sport chiamato “rugby”, che con il terzo tempo fa della condivisione il suo cavallo di battaglia.
 
Ps. Vi suggerisco di andare a trovare Elio Cazzaniga, sia per l’acquisto dei suoi prodotti d’eccellenza che per un aperitivo nello spazio adibito a enoteca; nel caso abbiate dei dubbi su quale bottiglia scegliere (fidatevi, con tutti i prodotti a scaffale il dubbio vi verrà) fatevi consigliare dal figlio di Elio, Nicola Cazzaniga, Sommelier AIS. A fondo pagina tutte le informazioni e i riferimenti per raggiungerlo.


Nome
“Philippe Brun”.

Quando e dove sei nato?
“Sono nato a Épernay nel 1966”

Cosa ti piace dell’Italia?
“Dell’Italia mi piace la natura, il vino, il cibo, il concetto di legame fra vino, cibo e territorialità che è molto diversificato in Italia; poi l’architettura, la moda…. Mi ricorda un po’ la mia Francia..”

Qual è il tuo vino italiano preferito?
“Difficile scegliere, direi che dipende da quello che mangio; per esempio se voglio mangiarmi un bel pezzo di carne perché no un Barolo di Castiglione Falletto oppure un Brunello di Montalcino, mentre invece se mangio del pesce un Lacryma Christi”

Perché sei diventato un produttore di Champagne?
“La mia famiglia produceva già Champagne, però fino al 2005 (data della nascita di mia figlia) ho lavorato come ingegnere in una grande azienda francese. Dopo il divorzio ho sentito l’esigenza di tornare alle mie origini: la famiglia”

Quali sono stati il migliore e il peggiore anno in Champagne e perché?
“A mio parere l’anno migliore a livello di qualità è il ’66, (sorride e aggiunge) direi che è una casualità che io sia nato proprio in quell’anno. Mentre il peggiore è stato il ’78, un anno molto piovoso, dove l’acino conteneva pochissimo zucchero e una scarsa acidità”

Perché lo Champagne è il migliore spumante nel mondo?
“Dovrei fare una premessa: non credo che il migliore vino esista, perché ogni persona ha gusti differenti, quindi non esiste il migliore in assoluto. Non sono sicuro che lo Champagne sia il miglior spumante, ma certamente è quello con la migliore reputazione (storia, marketing ecc..)”

Se dovessi bere uno spumante non francese cosa berresti? E perché?
“Di solito quando bevo Champagne sono al lavoro, quindi se bevo spumante preferisco scegliere qualcos’altro. Sono una persona a cui piace molto scoprire nuovi vini, per esempio oggi ho bevuto Franciacorta mentre la scorsa settimana ho assaggiato vini spumanti belgi e vini spumanti piemontesi”

Qual è la bottiglia migliore che hai bevuto?
“Voglio raccontarti una storia: avevo 18 anni, era pomeriggio e non avevo scuola. Sono entrato in un supermarket dove ho comprato del pane, del formaggio e una semplice bottiglia di vino rosso. Io avevo 18 anni, lei aveva 18 anni, siamo andati lungo il fiume e quella è stata la bottiglia migliore della mia vita. Anticipando la tua prossima domanda, la peggior bottiglia della mia vita è stato un Petrus del 1982 (lo guardo sbigottito non avendo ancora completo il quadro generale). Una bottiglia molto costosa, l’ho bevuta con il mio capo la sera in cui mi disse: Conosco la tua passione enologica e ho voluto condividere con te questa bottiglia, però purtroppo questa sarà l’ultima che berremo insieme perché non abbiamo più bisogno di te. Mi aveva licenziato”

Negli ultimi anni ci sono stati molti fattori che hanno influenzato il mondo del vino, per esempio global warming, mode, mercato ecc… Qual è il futuro dello Champagne?
“Sì, molte cose stanno cambiando. D’altronde io sono un agricoltore e il clima influenza molto il mio lavoro… La gente si sta spostando su un concetto di agricoltura biologica, ma c’è una grande confusione creata dai media riguardo a questo tema. Credo che il futuro dello Champagne sarà suddiviso principalmente in tre categorie: la prima fondata su un concetto di marketing portato avanti dalle grandi Maison, la seconda con un business model simile a quello della Borgogna e un mercato di nicchia, la terza e ultima categoria è quella da supermarket caratterizzata da una bassa qualità”

 

 
 
Cazzaniga Elio Quando la carne è DOC
Via G. Matteotti, 30, 24040 Canonica d’Adda BG Italy
Tel. +39 02 909 4061 – Sito: www.cazzanigaeliocarni.it
 

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