italiA, a nOrd oveST (A)

ITALIA A NORD OVEST (A)
Mai avrei pensato. Ci sono città che passi la vita a sognare, ne leggi, chiedi a chi ci è stato, immagini percorsi, ti scrivi quello che vorresti visitare. Tanto che, quando finalmente ci vai, ti pare di conoscerle già.
 
Primo giorno, anzi, prime ore di ferie della calda, fantastica estate duemiladiciotto. Si sa che l’inizio delle vacanze è ricco di euforia e questa breve pausa non fa eccezione. Le nuvole grigie all’orizzonte non le vedo nemmeno e quando me le fanno notare dico che sopra, il cielo è sempre più bluuu.
Quando prendiamo l’autostrada il navigatore dice che arriviamo in due ore. Benissimo, per cena ci siamo. Amo i viaggi, vabbè, chi dirà mai il contrario? Ma nel senso che già il tragitto, purché non sia a piedi, mi regala un senso di libertà, mi predispone alla chiacchiera, mi fa pensare cose belle. Così guardo alternarsi al mio finestrino zone industriali, casoni immensi delle periferie, campi e infine montagna. Ma una montagna verde e un po’ nera. Alta. Sinceramente anche circondata da grossi nuvoloni. Ma sopra, il cielo è sempre più bluuu!
All’arrivo tanti colori. Tutti di ombrelli aperti. Pioggia talmente forte che basterebbe a rendere fortunata per cent’anni una sposa. Ne rido perché, davvero, ho imparato che l’unico danno che può fare una normale pioggia, è quello di incresparmi i capelli. Ancora in auto oltrepassiamo un arco già visto qualche volta in fotografia e ci dirigiamo verso il centro, alla ricerca di Maison Bondaz. Ci accoglie in modo squisito una frizzante Jeannette al nono mese di gravidanza. Anzi, ora che ci penso le mando un messaggio per sapere, perché avrà ormai partorito. Ci da indicazioni per vivere la città e quando le diciamo che il giorno dopo visitiamo Les Cretes, non risparmia preziosi suggerimenti su quanto c’è là attorno.
Quindi. Siamo ad Aosta, l’ho detto. E con una passeggiata serale comincio a scoprire una graziosa città.
Il sabato si sveglia sotto un cielo quasi turchese e noi per colazione ci imbattiamo in una piccola meraviglia. In via Sant’Anselmo, devo dare anche il civico, che è il sedici, si legge “giardino interno”. Qualcosa mi dice che bisogna entrare e nel farlo attraversiamo un incantevole negozio di fiori con un angolo caffetteria per raggiungere, come dicevo, una piccola meraviglia. Fleurs Folie. Non dico altro: andateci!
Alle 10.30 Federica ci attende al Rifugio del Vino, Les Cretes. E se, oltre il contesto delle più belle montagne, il significato della parola rifugio è proprio quello di calore e accoglienza, qui nulla viene smentito. Bella e premiata l’architettura pensata da Domenico Mazza di Courmayeur, che incornicia lo spettacolo del paesaggio, facendone parte allo stesso tempo. Come di consueto, ci apprestiamo alla visita in cantina che sarà poi seguita dalla degustazione. Federica ci guida raccontando e, al termine della parte teorica, quando immaginiamo di accomodarci nella sala per la degustazione, ci chiede invece di spostarci al coteau. Dopo un breve percorso raggiungiamo la base della collinetta vitata e già da lì ciò che si vede fa un po’ mancare le parole. La passeggiata è breve e a guardare i grappoli in fase di invaiatura sembra di partecipare alla festa della natura.
Raggiungiamo la torretta medievale, un tempo rifugio del re cacciatore Vittorio Emanuele II, e ci emozioniamo scoprendo che la nostra degustazione avverrà proprio in questo contesto da fiaba. All’esterno la vista a 360 gradi sulla valle, i castelli e la Dora Baltea. Dentro affreschi e una tavola con calici e salumi. Ora sto proprio zitta. Ascolto attenta Federica, che oltre l’azienda, i vini, il territorio, racconta suo nonno e alcuni episodi della sua recentissima infanzia in questi luoghi, versando nei bicchieri Petit Arvine, Fleur, Chardonnay Cuvée Bois, Torrette Superiore, La Sabla.
Scegliamo poi di proseguire come ci ha indicato Jeannette, verso le Cascate di Lillaz e successivamente la vicina Cogne. Due piccole perle che sarebbe stato un peccato lasciarsi sfuggire. Al rientro una squisita cena all’Osteria da Nando, dove a un’ampia gamma di piatti tipici e Chambave Muscat, abbiamo abbinato la vista sulla passeggiata della Foire d’ètè, la Fiera estiva di Sant’Orso, dell’artigianato locale.
La domenica mattina dorme. La città si stiracchia mentre la percorriamo lenti fino all’Arco di Augusto, quello che avevo visto alcune volte in fotografia. E da cui è nata tutta la storia di Aosta. Ogni settimana, alle 10, parte da qui una visita guidata alla città e accompagnati da Enrica percorriamo quasi ogni via e vicolo.
Scocca la scintilla.
Saranno state le descrizioni appassionate della nostra guida, o la possibilità che ci siamo dati di scoprirla, ma Aosta è qualcosa di più che graziosa, un piccolo scrigno da scoprire.
Non ho passato la vita a sognarla, o a leggerne. Sbagliando. Mai avrei pensato.
 
Jeannette il tredici agosto è diventata mamma di un bimbo bellissimo. Lo posso dire perché mi ha mandato la foto.

Related posts

Leave a Comment